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Il fatto che, per via dei lavori di restauro, la celebre opera del Bramantino ed altre, pure di grande rilevanza, siano confluite dalla Madonna del Sasso di Locarno alla Pinacoteca Züst di Rancate, è stata l'occasione che ha fatto partire questo straordinario lavoro di scavo, individuazione e rilettura del Rinascimento in quelle che oggi sono le terre ticinesi e che invece, allora, erano divise tra le diocesi di Como e Milano. Un'operazione culturale davvero notevole, un'indagine organica e scientifica su un patrimonio che ci riguarda e appartiene, fissata ora in un doppio pregevole catalogo.
Come dice la presentazione, "si tratta di una mostra che ricostruisce - da un punto di vista eccentrico - un tratto non indifferente della storia dell'arte in Lombardia. Attraverso una cinquantina di opere è possibile seguire il mutare degli stili in un territorio di confine, che passa progressivamente dall'appartenenza allo Stato di Milano all'annessione da parte dei Cantoni Svizzeri, da cui dipenderà fino al 1803, quando sarà ufficialmente istituito il Canton Ticino. Ma non di periferia si tratta: quanto piuttosto di esportazione dal centro, cioè Milano, di linguaggi che si mescolano e reagiscono con le parlate locali."
Ne risulta una produzione che, pur annoverando perdite e dispersioni anche notevoli, vanta comunque opere di assoluto rilievo, come il Bramantino appunto o la grande parete affrescata da Bernardino Luini in Santa Maria degli Angeli a Lugano, di fondamentale importanza per qualunque trattazione del Cinquecento nell'Italia settentrionale.
Ora, per chi è abituato ad andare in un museo e a vedersi tutto servito in sede, questa volta non è così. Del resto come si potrebbe mai dar conto in pinacoteca di straordinari affreschi, di sculture, fonti battesimali e quant'altro, se non e unicamente attraverso la ri(pro)duzione fotografica? Ecco allora che la mostra alla Pinacoteca Züst di Rancate per dar conto della ricca e complessa civiltà rinascimentale, da una parte accosta alle opere pittoriche una serie di marmi e legni scolpiti, rotelle da battaglia e carte da parato, paramenti sacri, miniature e orificerie; dall'altra si apre idealmente sul territorio per includere una serie di itinerari e di luoghi "rinascimentali" per i quali ha approntato gratuiti pieghevoli di accompagnamento: così che l'effetto si prolunghi oltre il tempo e lo spazio della mostra. ( Autore: Claudio Guarda- Fonte: www.caffe.ch)
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La mostra
Il Rinascimento nelle terre ticinesi.
Da Bramantino a Bernardino Luini
Pinacoteca Cantonale Züst, Rancate
Fino al 9 gennaio