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In Italia Mikalojus Konstantinas Čiurlionis (Varėna, 1875 - Pustelnik, 1911) è pressoché sconosciuto e poche volte sono state viste le sue opere, salvo qualche apparizione in collettive varie, la più importante a Venezia, a cura di Jean Clair (Cosmos, 2000), altrimenti mai è stata realizzata un’esposizione come questa.
Allora ben venga una personale su questo geniale e anomalo artista lituano, terra di un filosofo come Emmanuel Levinas. Le opere esposte - 73 tempere e pastelli su tela e cartoncino, 40 opere grafiche, 24 fotografie e una serie di documenti inediti, e per la prima volta anche il quadro Andante (1908), che è stato ritrovato recentemente - ne danno una panoramica articolata.
Più noto in Occidente per le sue composizioni musicali - il catalogo è accompagnato da un cd -, c’è ora la possibilità di conoscere la sua arte visiva.
L’intera mostra proviene dal Museo Nazionale d’Arte M.K. Čiurlionis di Kaunas in Lituania, una terra che l’artista ripropone nel colore, nella sua storia e nella sua musica. Ogni classificazione gli è estranea, perché la sua personalità travalica tutte le interpretazioni, ma si può provare a risalire attraverso le sue produzioni pittoriche, più che in quella musicale, alle origini della pittura contemporanea, perché è lì che va collocato.
In un libro di qualche anno fa, Luca Quattrocchi vede Čiurlionis e la sua pittura come un preludio all’Astrattismo. È di questo avviso anche Enrico Crispolti, che in questo senso cita Kandinsky, che forse in quel ricco panorama artistico russo tra fine Ottocento e primo Novecento aveva attinto proprio a Čiurlionis. Di quest’ultimo Kandinsky - anche se i suoi interessi erano diversi - conosceva l’opera e lo aveva assimilato come "patrimonio spirituale”.
Anche leggerlo in una chiave legata alle correnti del secolo scorso, spiritualiste, esoteriche, antroposofiche, è però limitante. La sua pittura, che ha un intreccio sotterraneo saldissimo con la musica e che lo ha aiutato nella sua capacità trasfigurativa, contiene i germi della pittura non-figurativa a-venire.
L’inizio del percorso espositivo colpisce per la presenza di un pastello su carta del 1903-04, che rimanda ad Alfred Kubin, unico e netto esempio diretto della pittura simbolista d’area tedesca. Poi si procede per cicli. La serie della Creazione del mondo, 13 tempere per l’esattezza, realizzate tra il 1905 e il 1906, sono sì la volontà della rappresentazione del "dramma cosmico”, ma sono anche, e soprattutto, quell’intuitivo preludio all’Informale. Montagna (1906) è l’esempio forse più adatto per esprimere questo cammino che abbandona la forma per arrivare ad anticipare la pittura non figurativa.
Si prosegue con i cicli dedicati allo Zodiaco, alle stagioni dell’estate e della primavera, alle varie Sonate, e alle Fiabe di derivazione lituana. Alcuni singoli dipinti come L’offerta, Rex, L’Altare e ancora la serie degli Angeli, tutti del 1909, possono dare l’idea di questa forza creativa e visionaria che attraversava Čiurlionis, un autentico poeta della visione che ha realizzato tutte le sue opere tra il 1905 e il 1909. ( Fonte: www.exibart.comn)
Autore: claudio cucco
mostra visitata il 16 novembre 2010
Ulteriori Informazioni:
dal 16 novembre 2010 al 6 febbraio 2011
Mikalojus Konstantinas Ciurlionis - Un viaggio esoterico
a cura di Gabriella Di Milia e Osvaldas Daugelis
Palazzo Reale
Piazza Duomo, 12 - 20122 Milano
Orario: tutti i giorni ore 9.30-19.30; lunedì ore 14.30-19.30; giovedì ore 9.30-22.30 (la biglietteria chiude un'ora prima)
Ingresso: intero € 8; ridotto € 6
Catalogo Mazzotta
Info: tel. +39 02875672; www.mostraciurlionis.it