Overblog Tutti i blog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Mostre, Festival, Eventi. Gallerie d'arte, Musei italiani ed europei. Il tempo libero al servizio dell'arte

Pubblicità

" Leonardeschi. Da Foppa a Giampietrino: dipinti dall'Ermitage di San Pietroburgo e dai Musei Civici di Pavia" Castello Visconteo di Pavia, dal 20 marzo al 10 luglio 2011

http://museicivici.pavia.it/leonardeschi/immagini/opere/pavia/Inv.%20P%20121b.jpgL’esposizione presenta una scelta di ventidue dipinti dei pittori cosiddetti “leonardeschi” provenienti dalle collezioni dell’Ermitage affiancati da altrettante opere delle raccolte civiche pavesi prodotte nella medesima temperie culturale, ovvero quella stagione artistica che si sviluppò in Lombardia nel decennio a cavallo tra Quattro e Cinquecento e che precedette, accompagnò e seguì l’esperienza milanese di Leonardo, presente in città dal 1482 al 1499 e poi ancora dal 1507 al 1512/13.

Oltre ad un piccolo gruppo di allievi diretti, impegnati nel suo atelier, moltissimi furono infatti i seguaci e gli imitatori del Maestro, che in vario modo recepirono la lezione leonardesca testimoniando la fortuna delle sue concezioni espressive e formali, in primis la tecnica dello sfumato e la volontà di studiare e rappresentare i moti dell'anima, almeno sino alla metà del XVI secolo.

 

I Leonardeschi dell'Ermitage

La data di fondazione dell’Ermitage è fissata all’anno 1764, sotto Caterina II, quando presso il mercante berlinese I.E. Gotzkowsky vennero acquistati 225 quadri, alcuni di alto pregio artistico.

Tra la fine del XVIII e il XIX secolo pervennero all’Ermitage una decina di opere attribuite alla mano di Leonardo da Vinci. Tra questi, la Sacra famiglia acquistata nel 1769 per 5000 rubli aveva estasiato Stendhal, che l’aveva definita la cosa migliore creata da Leonardo. In effetti si tratta di un lavoro di Cesare da Sesto, ma pur avendo perduto il nome di Leonardo rimane uno splendido modello di pittura rinascimentale del XVI secolo.

Nel XVIII secolo al museo pervennero altre due opere leonardeschi, considerate allora originali del maestro. Si tratta di Donna nuda, acquistata nel 1779 presso Robert Walpole, che fu ministro sotto i due re inglesi Giorgio I e Giorgio II, e L’apostolo Giovanni (ora attribuito a Giampetrino), la cui provenienza rimane sconosciuta.

Nel 1846 il museo si arricchì delle opere del collezionista e diplomatico russo Dmitrij Pavlovič Tatiščev donate allo zar Nicola I. Tra questi lavori vi era anche una vecchia copia dall’Ultima cena, eseguita da Leonardo per il refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano.

Nel 1860 entrò nelle collezioni del museo anche un San Sebastiano sotto il nome di Leonardo, attribuito in seguito a Bernardino Luini.

Nel 1886 giunsero nella capitale San Pietroburgo da Mosca sei vagoni di opere d’arte e libri provenienti dal Museo Golitsyn e dalla sua biblioteca. Nell’inventario degli oggetti accolti all’Ermitage vi era tra gli altri un certificato inerente all’Angelo di Leonardo, che ne attestava l’appartenenza alla mano del maestro.

Durante il secolo successivo la situazione non cambiò: i pochi leonardeschi che pervennero a integrare la collezione del museo erano considerati originali di Leonardo e solo in seguito, con il progredire della critica, venne data loro un’altra attribuzione.

Ciò accadde alla Santa Caterina di Bernardino Luini e al Cristo con il simbolo della Trinità, oggi considerato un lavoro di Giampetrino. Dopo la morte del re dei Paesi Bassi Guglielmo II nel 1850 passò all’asta sotto il nome di Leonardo il quadro Flora di Francesco Melzi, per il quale vennero pagati 40.000 franchi.

Nel 1922 pervennero il quadro San Giacomo Maggiore di Ambrogio Bergognone e la bellissima Madonna col Bambino di Giampetrino.

L’ultima opera di pittori leonardeschi comparsa all’Ermitage è la Maria Maddalena penitente di Giampetrino, che è stata acquistata nel 1977 presso un privato.

 

http://museicivici.pavia.it/leonardeschi/immagini/opere/ermitage/GE-80b.jpgI Leonardeschi dei Musei Civici di Pavia

In occasione della mostra, all'interno della Pinacoteca antica è stata fatta una scelta tesa a mettere in luce le migliori prove della pittura lombarda tra Quattrocento e Cinquecento, che prima dell'arrivo di Leonardo a Milano era dominata dalla personalità di Foppa e dagli inizi "argentei" della pittura del Bergognone.

Il loro ruolo di primo piano nel clima del rinascimento lombardo è attestato da due capolavori quali il Cristo portacroce di Bergognone, caratterizzato da grande raffinatezza e delicati passaggi cromatici, strettamente legato al cantiere della Certosa (in cui il pittore è impegnato a partire dal 1488) anche per la fedele raffigurazione dell’edificio inserita sullo sfondo della composizione, e la splendida Pala Bottigella di Foppa, realizzata tra il 1477-78 e il 1485-87 per la cappella Bottigella della chiesa pavese di San Tommaso, che è tornata ad essere visibile nella Pinacoteca dopo un lungo restauro.

Il corpus di opere in mostra si compone di iconografie sacre e ritratti, su cui spiccano le prove di Bernardino Luini (rappresentato con due porzioni di affreschi provenienti dalla celebre Villa della Pelucca, ma testimoniato anche da alcune repliche e prove di bottega che attestano la fortuna delle sue soluzioni, così vicine agli esempi del maestro) e di Giampietrino, tra i seguaci di Leonardo della generazione più giovane, che offre una interpretazione di grande dolcezza del tema della Maddalena, ricorrente nella sua produzione in diverse varianti.

Per quanto riguarda la ritrattistica, notevoli sono il Ritratto di dama in veste di santa, già attribuito al Boltraffio e comunque da ricondurre a un artista a lui vicino, e il Ritratto del medico Cesare De Milio, contraddistinto dal taglio numismatico di profilo e dall'inusuale inserto della natura morta, da accostare alla produzione di Bernardino de' Conti, abile ritrattista della corte sforzesca e poi di quella francese.

Numerosi sono infine i dipinti in cui è possibile riscontrare la ripresa dello sfumato leonardesco nelle particolari atmosfere che caratterizzano i paesaggi: così l'Adorazione dei pastori di Bernardino Fasolo, la Madonna col bambino di Cesare Magni e quella dello pseudo Francesco Napoletano, il Martirio di san Sebastiano derivato da un affresco di Cesare da Sesto, la Madonna col Bambino nel paesaggio di Giovanni Francesco Caroto, in cui confluiscono le nebbie violette di ascendenza giorgionesca, gli azzurri lontani di Leonardo, le boscaglie dossesche.

 

http://museicivici.pavia.it/leonardeschi/gallery/pavia/immagini/gallery/high/pavia/Inv.%20P%20534.jpgLa Pinacoteca Malaspina

La Pinacoteca di Pavia, intitolata al marchese Luigi Malaspina di Sannazzaro (1754-1835), intellettuale e mecenate d’età illuminista, comprende circa 250 dipinti databili tra il XIV e i primi anni del XVII secolo. Si tratta in gran parte di opere provenienti dalla raccolta del Malaspina e da altre donazioni, acquisti, legati confluiti nel Museo Civico.

Ospitata fino al 1980 nello Stabilimento di Belle Arti appositamente progettato dal marchese Malaspina a Pavia, la Pinacoteca è stata in seguito trasferita nel trecentesco Castello Visconteo e allestita al primo piano dell'ala est, entro sale riccamente affrescate.

Tra i capolavori della raccolta pavese spiccano il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina, la Pala Bottigella di Vincenzo Foppa, il Cristo portacroce di Bergognone, la Madonna col Bambino di Giovanni Bellini, la Sacra famiglia del Correggio e un nutrito gruppo di opere di ambito fiammingo, tra cui una Madonna col bambino di Hugo van der Goes.

 

Sede

La Mostra è allestita presso il Castello Visconteo di Pavia, con accesso da Piazza Castello.

 

Orari

La Mostra è aperta al pubblico dal 20 marzo al 10 luglio 2011.

Orari:

Dal martedì al venerdì: 10.00 - 13.00 e 14.00 - 18.00

Sabato, domenica e festivi: 10.00 - 19.00

Aperture straordinarie:

24 e 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno

Chiuso: lunedì

La biglietteria chiude 45' prima della mostra

 

Biglietti

Intero: € 8

Ridotto: € 6

(visitatori di oltre 65 anni, visitatori in età compresa tra 15 e 25 anni, gruppi tra 15 e 30 persone, possessori biglietto Musei civici, convenzionati)

Ridotto scuole e bambini di età compresa tra i 6 e il 14 anni: € 3

Gratuito: bambini di età inferiore ai 6 anni, accompagnatori di disabili, un accompagnatore per gruppo o per scolaresca, guide turistiche e giornalisti dotati di tesserino professionale

L'’ingresso comprende anche la visita della Pinacoteca Malaspina dei Musei Civici di Pavia.

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post