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" Indagare il mondo di Picasso? Una follia" di Paolo Petroni

http://2.bp.blogspot.com/_ckyuAVh6P7Q/TK-ZLCrLWqI/AAAAAAAAAnc/JZNr7ZKSNRs/s320/picasso.jpg«Le donne sono state alla base della vita di Pablo Picasso, col suo modo di distruggerle e ricostruirle, che alla fine qualcuna ci ha rimesso le penne, e comunque mai nessuna, in punto di morte o di vita, ha dichiarato di essersi pentita di averlo incontrato».

Lo dice Giorgio Albertazzi a proposito di "Cercando Picasso" che lo vede in scena con i ballerini della Martha Graham Dance Company e la regia di Antonio Calenda a partire dal debutto a Messina stasera al Teatrio Vittorio Emanuele col sipario che «si leverà su un letto pieno di donne nude e il protagonista, nudo pure lui, come in un sogno, o un incubo, che è solo l'inizio di una ricerca da compiersi ogni sera».

Tutto è nato da uno scambio di lettere per discutere proprio di Picasso, tra il regista e l'attore, che oggi dice: «Non è uno spettacolo, ma una follia, quindi con la giusta dose di violenza. È un tentativo di esplorazione del mondo di Picasso, evitando di fare decorazione, che lui aborriva, ma semmai qualcosa che possa definirsi cubista». Il tutto in una scena completamente bianca, in cui apparirà un solo quadro di Picasso, "Guernica", a parte il sipario, che sarà quello che aveva dipinto come fondale nel 1917 per "Parade", balletto di Sergej Diaghilev cui collaborarono anche Cocteau, Satie e Massine, segnando un'interazione e commistione tra le diverse arti, che è quella che segna tutta la ricerca del Novecento. «Con esso vogliamo subito dare un segno forte dello spettacolo - spiega Calenda - che sta per iniziare e che vive proprio di tale complicità fra arti, a partire dallo stretto dialogo che si intesserà fra le coreografie delle nove danzatrici della Graham Company, il protagonista e gli altri linguaggi espressivi della messinscena».

Una messinscena che sarà «nudità, rischio, sperimentazione, tentativo di vedere e non solo di guardare, come dovrebbe essere sempre il vero teatro. Insomma – sottolinea sempre Albertazzi – qualcosa di ben diverso dai soliti spettacoli ben fatti di cui si può parlare serenamente la sera da Marzullo, cercando di interrogarsi scioccamente sul loro significato, facendo finta di non sapere di cosa si stia parlando. L'arte è spesso prostituzione, forse un pò lo sarà anche questo nostro tentativo, ma l'importante è esserne coscienti».

Ci saranno alcune coreografie classiche della Graham, da "Lamentation" a "Deep song", interpretate da Janet Eilber, ma al centro della serata saranno proposti parti di "Il desiderio preso per la coda", opera teatrale di Picasso in omaggio all'Ubù di Jarry, con i danzatori che daranno corpo a tutta la surrealtà che connota il testo, mentre le battute verranno recitate da alcune voci fuori campo di grande qualità, da quella dello stesso Albertazzi, che interpreta Piedone, a Piera Degli Esposti che è La Torta, Andrea Jonasson l'Angoscia Magra, Franca Nuti l'Angoscia Grassa e Elisabetta Pozzi la Cugina.

Albertazzi racconta di interagire col balletto: «per esempio quando realizzo con loro, che danzano "Prelude to action", una corrida, facendo il toro che incorna il torero, nel segno dell'arte come solitudine, lotta. Picasso vede nel toro l'ottusa brutalità, io lo sento vicino a Ippolito, ingannato dall'uomo e, semmai, la bestia è il matador». Quindi parla dei testi, da riflessioni sull'arte del pittore (mentre sul fondo scorrono proiezioni video) a poesie di autori a lui vicini o cari, da Garcia Lorca a Guillaume Apollinaire, «cui aggiungo anche dei miei versi, scelti tra le 190 poesie che ho pronte per la pubblicazione da Mondadori».

"Cercando Picasso" è una produzione dello Stabile del Friuli Venezia Giulia con la Graham Company e in coproduzione con il Teatro di Messina. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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<br /> http://lineepotabili.blogspot.com/2011/03/che-cosa-avrebbe-fatto-picasso-se.html<br /> <br /> <br />
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