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Attraverso questa mostra Forlì intende celebrare il suo artista più famoso, raccogliendo per la prima volta la totalità delle sue opere mobili.
Se già in passato (1938-1994) Melozzo èstato oggetto di importanti esposizioni, tuttavia non è mai stato presentato un numero significativo di opere dell'autore, né condotta una riflessione sul ruolo centrale svolto dall’artista forlivese nella vicenda del Rinascimento italiano, preferendo studiarne la personalità nel contesto romagnolo.
Già ricordato come pittore in un documento del 1462, Melozzo degli Ambrogi ben presto si allontanò da Forlì per attingere ai centri più vitali del Rinascimento, da Padova a Urbino e a Roma, dove sarebbe divenuto l'artista di punta negli anni dei pontificati di Pio II e Sisto IV.
La conoscenza di Mantegna e soprattutto di Piero della Francesca, lo portarono ad aderire alle nuove certezze della prospettiva matematica, salvo poi intraprendere, a partire dal colossale affresco nell’abside della chiesa dei Santi Apostoli a Roma (1472-1474), di cui si conservano straordinari frammenti nella Pinacoteca Vaticana e al Quirinale, una personale ricerca sulla bellezza della figura umana, in grado non solo di possedere lo spazio entro cui si colloca, ma di imporsi come canone di una perfezione formale su tutto il creato.
Su questa base si è potuto di recente affermare che «senza Melozzo difficilmente si spiegherebbe Raffaello» (Antonio Paolucci). Ed è appunto entro questa prospettiva, di immensa portata per l'arte moderna, che la mostra intende studiare la figura di Melozzo, restituendola alla sua dimensione più autentica e innovante: da un lato, la ricerca matematica di Piero della Francesca e dall'altro la bellezza ideale di Raffaello, quale punto d'arrivo di una ricerca alla quale Melozzo seppe dare un contributo del tutto originale.
Periodo di svolgimento: dal 29/01/2011 al 12/06/2011
Orario: Dal martedì al venerdì, dalle 9.30 alle 19.00; sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 20.00. Apertura straordinaria il 25 aprile. La biglietteria chiude un'ora prima.
Giorni di chiusura:
lunedì
Programma:
Per documentare lo straordinario percorso compiuto dall'artista forlivese, la mostra affianca alle sue opere capolavori degli artisti con cui venne in contatto nel corso della sua formazione, da Andrea Mantegna a Piero della Francesca, a Bramante e a Pedro Berruguete, questi ultimi conosciuti a Urbino.
Ne segue poi l'attività a Roma, dapprima ai Santi Apostoli e poi nella Biblioteca Vaticana (Sito IV nomina il Platina prefetto della Biblioteca, 1476, Pinacoteca Vaticana), affiancando le opere degli artisti con cui venne in contatto nella città dei Papi, dal Beato Angelico a Mino da Fiesole a Bartolomeo della Gatta e a Antoniazzo Romano.
A Roma Melozzo si trovò altresì implicato nella riproduzione di immagini sacre di antica devozione, il cui studio si riflette nel Salvatore della Galleria Nazionale di Urbino e nel San Marco dell'omonima chiesa romana.
Nello stesso tempo, forte dell'appoggio della famiglia Riario, diede voce alle ambizioni culturali della corte pontificia, che richiamava in quegli anni artisti da tutta Italia, tra i quali Domenico Ghirlandaio e Pietro Perugino, dei quali sono presentate in mostra importanti testimonianze; così come viene documentato, attraverso arredi, paramenti liturgici e codici miniati, lo sfarzo straordinario dell'arte papale.
Dopo i lavori nella sagrestia di San Marco del Santuario della Madonna di Loreto (1484-1493), lasciata inspiegabilmente incompiuta, Melozzo ritornò a Forlì, dove lavorò nella cappella Feo in San Biagio, purtroppo distrutta dall'ultima guerra, in cui gli si affiancò l'allievo Marco Palmezzano.
Più che insistere sul seguito locale, la mostra apre a questo punto in direzione di Raffaello, di cui presenta un numero cospicuo di opere scelte al fine di dimostrare quanto il precedente di Melozzo si riveli appunto importante per l'artista urbinate.
Cuore della mostra sarà il grande affresco staccato di Melozzo raffigurante papa Sisto IV in atto di nominare Bartolomeo Platina Prefetto della Biblioteca Apostolica. Per la prima volta questo capolavoro supremo uscirà dai Musei Vaticani; un evento del tutto eccezionale.
Si prevede l'esposizione di circa cento opere, provenienti da musei italiani e stranieri.
Ingresso: a pagamento
Tariffa intera: 10€
Tariffa ridotta: 7€ - gruppi superiori alle 15 unità, minori di 18 e maggiori di 65 anni, titolari di apposite convenzioni, universitari, residenti nella provincia di Forlì-Cesena
Tariffa ridotta: 4€ - scolaresche - scuole primarie e secondarie
Gratuità: bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per gruppo, diversamente abili con accompagnatore, due accompagnatori per scolaresca, giornalisti